A
Presidente della Repubblica Italiana
Presidente del Consiglio dei
Ministri
Presidente del Senato della Repubblica
Presidente della Camera dei deputati
Garante
per la tutela della Concorrenza e del Mercato
Presidente Confindustria
Presidente Assonime
Padova, 30
Settembre 2009
Rispettabili Autorità,
affinché i tanti affanni e sacrifici di questi anni
non vengano resi inutili, facciamo appello al vostro senso di responsabilità
istituzionale ed attitudine al dovere pubblico, in cui ancora vogliamo
confidare, per denunciare la grave situazione di disagio in cui oggi versano le
nostre piccole imprese, fondate con fatica ed amore in ottemperanza dei sani valori
imprenditoriali, e coltivando l’ideale vincente della comunità del lavoro e del
futuro sostenibile.
L’Italia resiste e cresce grazie ad una rete capillare
di piccole e medie imprese dietro le quali però oggi operano uomini che,
ridotti senza voce e sempre più frequentemente senza diritto, fanno davvero fatica a mantenere in vita la
comunità del lavoro.
Ogni giorno da sempre con ferma volontà, certi che i
piccoli risultati conducano alla grande vittoria, abbiamo affrontato le
difficoltà incombenti,spesso confrontandoci e trasmettendoci esperienze
affinché ne potessimo tutti godere i frutti.
Costretti ad imparare quotidianamente, sempre alla
ricerca di una nuova soluzione, abbiamo improvvisato ogni volta più originali e
diverse capacità, affinché con le nostre
sole forze fosse superato l’ostacolo,
senza nessuno che ci sorreggesse, oltre all’amico di viaggio, il collega
d’impresa che poteva indicarci la giusta via ove già conosciuta.
Questa è la forza delle piccole imprese locali, in
Italia e all’estero e ce lo avete sempre riconosciuto.
Negli ultimi anni abbiamo tentato tutti insieme di
superare il più grande ostacolo che la storia imprenditoriale di Italia ci
abbia posto di fronte, il “ Signoraggio Bancario ”.
Lo abbiamo fatto come di consueto scambiando opinioni,
confrontando stati d’animo, provando a seguire la strada sempre maestra del
diritto e della dialettica contrattuale.
Ogni sforzo è stato inutile.
Le Banche soccorrono in aiuto solo di chi non ha alcun
reale bisogno di aiuto, per salvaguardare i propri interessi di casta con
denari che invece se correttamente destinati sarebbero stati foraggio di nuovi
impulsi vitali per imprese ridotte alla gogna e non per proprio volere.
Al contrario le Banche non sostengono in alcun modo il
diritto al credito delle piccole e medie imprese, ma con doloso atteggiamento
fintamente conservativo e in realtà eversivo dei loro specifici doveri, rendono
più complesso ed oneroso l’esercizio di quel diritto, osteggiando e di fatto
impedendo le più semplici operazioni di finanziamento quali ad esempio le
anticipazioni sui crediti in maturazione,
anche quando il confronto è con imprese
decisamente solvibili e patrimonializzate sebbene in temporanea crisi di
liquidità per fatti imputabili al contesto economico generale e non certamente
a fallaci strategie imprenditoriali.
Si tratta di sistema di potere forte, incontrollato di
fatto ed inaccessibile, che fa di ogni regola interna anche ai limiti della
legalità, o talora oltre essi, una legge scritta, spesso in revoca delle leggi
reali, che neppure la Giustizia riesce a contrastare, che si arroga il diritto
di giudicare secondo metodo certo e statuisce sentenze irrevocabili di morte
imprenditoriale.
Non abbiamo più mezzi per resistere oltre, e tuttavia sentiamo
il dovere di agire pubblicamente nel nostro interesse alla sopravvivenza e
nell’interesse di quanti, singoli e famiglie, lavorando nelle nostre fabbriche
ed imprese, fanno affidamento nella
nostra capacità di andare avanti.
Ci sentiamo raggirati. E nel rivolgerci alla Vostra
coscienza, riteniamo doveroso evidenziare che non stiamo sollecitando nuovi
interventi e sussidi statali.
Non è questo il modo di risolvere la questione. Semmai
si tratta della scelta, la Vostra scelta, frutto di amore per la
democrazia e per il popolo, di non rendervi più conniventi delle spregiudicatezze
ed illegalità di tale lobby bancaria e finanziaria . E badate bene che la
connivenza è anche soltanto fingere che le cose stiano realmente cambiando,
quando in realtà, non cambiano per nulla.
Il malumore ha
ormai tracimato ogni argine e attesa l’incapacità rappresentativa delle più
note associazioni di categoria, sul territorio nazionale si stanno
organizzando, nel rispetto della legge e delle forme democratiche, iniziative
di protesta diffusa che prenderanno in considerazione anche l’ipotesi di
boicottaggio collettivo delle Banche italiane in favore delle banche estere
presenti oggi in Italia.
A Voi quindi chiediamo con forza che siano poste
immediatamente in essere efficaci e ferme iniziative volte alla dismissione
definitiva di questa Lobby Bancaria e Finanziaria.
Chiediamo altresì che venga per legge rivisto
l’attuale modello di rating finanziario in favore di un modello che preveda
solo per il 50% una valutazione statistica finanziaria e per il restante 50%
una valutazione meritoria del progetto imprenditoriale anche in una prospettiva
etica, di sviluppo della comunità locale e di supporto all’occupazione.
Denunciamo infine, sperando nell’intervento immediato
delle autorità competenti, i seguenti casi di illegalità condivisa da tutto il
sistema bancario nazionale :
Non sono mai pagati per cassa, nonostante la dicitura “ pagate a vista “
Deliberato un plafond di anticipo fatture, contro garantito, decidono a propria assoluta e non motivata discrezione se accettare un cliente ceduto, bloccando il cash-flow delle attività industriali.
In caso di posizione sconfinata in conto corrente per ottenere il rientro immediato minacciano ripetutamente il correntista che a seguito della segnalazione in centrale rischi, patirà gravi pregiudizi non potendo più avere accesso al credito, compiendo spesso reato di estorsione .
Si va ben oltre il mese, assolutamente fuori mercato, più volte in quel mese di attesa le aziende rischiano il collasso finanziario.
Caricano in tempo reale sul conto corrente, su base di una mera comunicazione informatica, le somme indisponibili, ma non eseguono la stessa procedura nei casi d’incasso ( es. per un banale bonifico bisogna attendere più di due giorni nonostante venga elaborato già all’emissione il cosiddetto CRO, numero identificativo e definitivo dell’avvenuto invio).
Accettano come scadenza massima degli incassi di pagamento presentati allo smobilizzo i 120 giorni da data fattura, nonostante il recente proroga governativa a 270 giorni.
Nessuna
esclusa propone mai ai propri correntisti soluzioni di finanziamento agevolato,
nonostante la massiccia disponibilità di soluzioni.
Con Osservanza